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Bagno rituale (Miqwe) del periodo del Secondo tempio riportato alla luce nel quartiere di Qiryat Menachem a Gerusalemme (Aprile 2013)

Fonte de notizia: Israel Antiquities Authority
Inserito da Ombretta Pisano, il 11/04/2013

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Bagno rituale (Miqwe) del periodo del Secondo tempio riportato alla luce nel quartiere di Qiryat Menachem a Gerusalemme (Aprile 2013)

Durante gli scavi condotti dall’archeologo Benyamin Storchan dell’Israel Antiquities Authority, è stato scoperto un bagno rituale, dal sistema di approvvigionamento idrico inusuale. “Il bagno rituale è costituito da una camera sotterranea cui si accede tramite degli scalini che riceveva l’acqua piovana da tre bacini (otzar) scavati sul tetto del bagno. L’acqua pura veniva convogliata nella camera tramite dei canali. I bagni rituali conosciuti ad oggi, sono costituiti da una cavità che era approvvigionata con acqua piovana che arrivava da una piccola piscina cavata nella roccia, situata nelle vicinanze. Il complesso che è stato scoperto pochi giorni fa si avvale di un sistema più complesso ed intricato. Il  bagno era probabilmente collegato ad un insediamento vicino, del periodo del Secondo Tempio. E’ possibile che, visto lo scarso regime pluviale e le condizioni di aridità della regione, gli abitanti abbiano sviluppato tecniche speciali atte a utilizzare ogni goccia d’acqua. Va notato che il bagno è in tutto e per tutto conforme alle leggi della kasherut: raccolta di acqua pura, senza contatto umano, che non penetri nel terreno, trattato per questo scopo con del gesso.”

Dal tempo in cui il bagno è stato dismesso, il luogo è servito da cava e i canali sono stati riempiti di terra. Nel corso del ventesimo secolo la camera per l’immersione è stata pulita ed usata come cisterna.

Il bagno rituale, collocato in una pittoresca valle in cui sorgono strutture agricole, è stato scoperto a breve distanza dal quartiere gerosolimitano di Qiryat Menachem. Secondo l’archeologo Amit Re’em “la comunità residente ha espresso grande interesse per la conservazione del miqwe e le autorità si stanno adoperando per fare in modo che il luogo sia di beneficio per residenti e visitatori”.

(Foto: Israel Antiquities Authority)

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