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Grande cava risalente all'epoca del Secondo Tempio riportata alla luce nel quartiere di Ramat Shlomo a Gerusalemme (Maggio 2013)

Fonte de notizia: Israel Antiquities Authority
Inserito da Ombretta Pisano, il 16/05/2013

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Grande cava risalente all'epoca del Secondo Tempio riportata alla luce nel quartiere di Ramat Shlomo a Gerusalemme (Maggio 2013)

Nel sito sono stati trovati anche gli attrezzi utilizzati dagli scavatori e una chiave di 2000 anni. Le pietre estratte dalla cava erano probabilmente usate per costruire i grandi e sontuosi edifici pubblici della città.

Secondo Irina Zilberbod, direttrice degli scavi per conto della Israel Antiquities Authority, il taglio delle rocce ha creato una vista spettacolare di colonne di roccia, gradini e crateri. Ciò che resta sono masse rocciose a diversi stadi di estrazione, alcune delle quali lunghe oltre due metri.

Con dei picconi si scavavano dei canali intorno ai blocchi di pietra sulla superficie rocciosa e un cuneo dalla punta in ferro e a forma di freccia staccava la base della pietra dal fondo roccioso dietro i colpi di un martello. La chiave che è stata ritrovata è curva e dentata e possiamo presumere che sia caduta dalla tasca di uno degli scavatori.

Le enormi cave appena scoperte – per un’area totale di circa 1000 metri – si aggiungono ad altre cave già studiate dalla Israel Antiquities Authority. Le ricerche hanno evidenziato che l’area Nord dell’attuale Gerusalemme era situata proprio sull’area gerosolimitana delle cave dell’epoca del Secondo Tempio.

Ci si chiede perché gli scavatori sceglievano questa specifica regione per cavare la pietra. I ricercatori ritengono che la risposta sia nella formazione rocciosa Meleke che si trova nell’area in questione, un tipo di roccia facilmente cavabile che indurisce notevolmente dopo il taglio.

Oltre a ciò, poiché l’area nord era topograficamente più elevata rispetto alla città di Gerusalemme all’epoca del Secondo Tempio, era facile trasportare le gigantesche pietre, alcune delle quali potevano pesare decine se non addirittura centinaia di tonnellate, giù per la collina fino ai cantieri in costruzione. Una vecchia strada dello stesso periodo è stata riportata alla luce vicino alla cava, forse quella utilizzata per effettuare il trasporto, che avveniva probabilmente grazie a carri trainati da buoi e rulli di legno. Altre fonti coeve menzionano anche l’esistenza di giganteschi dispositivi di sollevamento, sempre in legno.

(Traduzione e adattamento Ombretta Pisano. Foto Skyview Company per la IAA)

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