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L'eco biblica di Nimrud

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Inserito da Ombretta Pisano, il 07/03/2015

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L'eco biblica di Nimrud

Da alcuni giorni abbiamo notizia di distruzioni deliberate di resti archeologici ad opera di fondamentalisti religiosi nelle città dell’Iraq: Mossul, Ninive e ora anche a Nimrud. Non abbiamo un’idea esatta dell’entità delle distruzioni, se si tratta di propaganda o se è realmente in atto il tentativo di cancellare una pagina importante della cultura umana. In ogni caso, è evidente il rischio che una tale situazione presenta anche per la memoria storica della cultura biblica, visti i suoi legami numerosi con questi luoghi. Ci sembra perciò importante ricordare in qualche modo questi legami.

Nimrud è il nome attuale del luogo ove sorgeva la città di Calach (כלח), la città reale assira menzionata nella tavola dei Popoli della discendenza di Noè, in Gen 10,11-12:

Kush generò Nimrod. Costui cominciò ad essere potente sulla terra. Egli era valente nella caccia davanti al Signore, perciò si dice ‘come Nimrod, valente cacciatore davanti al Signore’. L’inizio del suo regno fu Babele, Uruch, Accad e Calme, nel paese di Senaar. Da quella terra si portò ad Assur e costruì Ninive, Recobot-Ir, Calach e Resen tra Ninive e Calach; quella è la grande città.

Nimrud si trova a 40 km da Ninive, sulla riva orientale del fiume Tigri. In epoca biblica aveva una superficie stimata di circa 40  km2 e contava circa 60.000 abitanti, un numero notevolissimo per l’epoca, ma che ne testimonia l’importanza ed il ruolo di residenza reale. Edificata probabilmente da Salmanasar I (circa nel 1250 a.C) divenne la grande capitale dell’Impero assiro grazie a Assurnasirpal II, circa nell’879 a. C. Fu proprio da questa città che Salmanassar II iniziò la sua opera di annessione della regione siro-palestinese, ai tempi dei re di Israele Omri, Achab e Iehu. Qui è stato ritrovato l’ ‘obelisco nero’ che documenta la sottomissione di Iehu (prostrato faccia a terra davanti a Salmanassar III) e che si trova oggi al British Museum di Londra. Altre testimonianze scritte presentano la città come il punto di partenza delle campagne dei re assiri Tilgat-Pileser III e di Sargon II contro Giuda e Israele. Tiglat-Pileser impose 1000 talenti di imposta al re di Israele Menachem (2Re 15,19-20) e ancora successivamente ne sconfisse il figlio, Pekach, deportando la popolazione in Assiria (2Re 15,29).

Fu il successore di Tiglat-Pileser III, Sargon II, che conquistò definitivamente Samaria, la capitale dello stato di Israele, nel 721 a. C. (2Re 17,7-41), dando così il via nella regione ad una religione sincretista che vide i Samaritani sempre invisi ai Giudei perché considerati eretici.

La città assira vide un progressivo decadimento con il trasferimento della capitale a Ninive da parte del re Sennacherib, fino alla conquista da parte dei Babilonesi nel 612 a.C.

Gli scavi del sito di Calach/Nimrud condotti dagli inglesi all’inizio del XIX secolo hanno riportato alla luce la ziqqurat e il palazzo reale di Assurnasirpal II. Molti sono i reperti provenienti dall’area, attualmente custoditi in vari musei. Dal palazzo reale sono state portate alla luce statue e sculture, tra cui le celebri statue alate con testa d’uomo e corpo animale custodite nel British Museum di Londra, e i 613 pezzi di gioielli e preziosi del ‘tesoro di Numrud’ custoditi nel caveau della banca centrale irachena a Baghdad.

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