XXII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, 5-26 Ottobre 2008 - Fouad TWAL, Patriarca di Gerusalemme dei Latini (GERUSALEMME)

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Twal, Fouad

Città del Vaticano       10/10/2008

La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa in Terra Santa
“Verbum caro hic factum est” (Gv 1, 14), questa frase ci sospinge fin sulla soglia del grande mistero dell’Incarnazione della Parola di Dio in Terra Santa dove ha deciso di venire “ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1, 14).
È in questa Terra Santa che “Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio” (Eb 1, 1-2). Infine, è in questa Terra Santa che lo Spirito Santo è stato dato agli apostoli e “v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14, 26).
Per tutte queste ragioni, il gesto di leggere, di studiare e di meditare la Parola di Dio riceve un valore e una fecondità uniche quando è compiuto in Terra Santa, la quale conserva non solo la storia, ma anche la geografia e la topografia della salvezza.
Il conflitto israelo-palestinese comporta delle difficoltà di lettura e di comprensione di certi passi della Bibbia. Infatti, in generale, i cristiani arabi spesso hanno difficoltà a leggere l’Antico Testamento, non a causa della Parola di Dio in sé, ma a causa delle interpretazioni politiche e ideologiche.
Due principi ci mettono al riparo dalle interpretazioni politiche e ideologiche: 1. Leggere e interpretare la Parola alla luce di Cristo. Gesù ha detto: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento” (Mt 5, 17). Cristo ha ripreso e ricapitolato in Lui tutte le categorie dell’Antico Testamento per dare loro uno slancio nuovo e un significato nuovo (li ha “compiuti”). È in Lui e attraverso di Lui che l’Antico Testamento viene letto e compreso.
2. Il secondo principio d’interpretazione è la Chiesa. Qualsiasi interpretazione al di fuori della Chiesa è un’interpretazione pericolosa.
Per concludere, vorrei cogliere l’occasione della presenza del Santo Padre e di tutti i Padri sinodali per lanciare un appello a favore della Terra Santa e chiedere più preghiere, più solidarietà e più pellegrinaggi per aiutarci ad essere i testimoni di Cristo, Messia, Salvatore “a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra” (At 1, 8).

[00128-01.03] [IN101] [Testo originale: francese]

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Inserito 01/01/1970