Recensione: FLAVIUS JOSÈPHE, Les antiquités juives. V. Livres X-XI, établissement du texte, traduction et notes par ÉTIENNE NODET

28/05/2015     Maria Brutti     84

Cerf, Paris 2010, pp. LXXXIII-166

 Questo volume costituisce il quinto  della nuova edizione critica e traduzione francese di Antichità  Giudaiche  di Flavio Giuseppe,  iniziata da Étienne  Nodet nel 1990 su un progetto a cura dell’École Biblique et archéologique  française di Gerusalemme.  Il volume, edito come i precedenti  dalle edizioni Cerf, contiene il testo  greco,  la traduzione in  francese  e le note  relative  ai libri  X e XI  delle Antichità  Giudaiche, il cui contenuto è da Nodet, in apertura,  subito brevemente tratteggiato:  il primo tratta la fine dell’epoca della monarchia  con la caduta del regno di Israele e la rovina di Gerusalemme,  a cui segue l’esilio fino alla conqui- sta di Babilonia da parte di Ciro; il secondo l’epoca del dominio  persiano,  dopo il ritorno dei primi rimpatriati  fino ad Alessandro  Magno, con le vicissitudini del ristabilimento del tempio. 

Una  lunga introduzione (pp. VII-LXXXIII) precede  il lavoro  editoriale  di traduzione e commento  del testo. Essa è suddivisa in due parti: I. Il testo delle Antichità  Giudaiche;  II.  Le fonti  dei libri  X e XI.  La prima  parte  (pp.  VIII- XXXIV) è a sua volta articolata in tre sezioni: a) i sommari (pp. VIII-IX);  b) il li- bro X (pp. XIX-XXIV) che comprende anche una tabella dello stemma codicum; il libro XI (pp. XXIV-XXXII) con lo stemma  codicum relativo. Nell’ultima  se- zione di questa prima parte, Nodet presenta  i criteri base della sua edizione,  in riferimento prima al testo e alle sue varianti, poi alla traduzione e alle note.

Rimandando a più ampio  di quanto  non  sia quello  di «generale» o «coman- dante  militare»  (cf. L.L.  Grabbe,  «Who  Was  the  Bagoses  of  Josephus  (Ant.11.7.1, §§ 297-301)?», in Transeuphratène  5[1992], 49-55). Maria Brutti