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Lettere a Papa Pio XI (1933, 1938, 1939)
 

Documento sulle relazioni Ebraico-Cristiane

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Lettere a Papa Pio XI (1933, 1938, 1939)

Stein, Edith
Germania

(Riproduciamo la lettera nella traduzione rivista di Brigida Pesce, pubblicata nel Corriere della Sera del 19 febbraio 2003. Per gli altri stralci delle lettere del 1938 e del 1939 traduzione a cura di Maria Brutti).

Edith Stein era ebrea di nascita e, dopo aver passato da adolescente un periodo di ateismo, nel 1922 fu battezzata  come cattolica. Divenne poi una filosofa illustre e infine ottenne una docenza  presso l’Istituto tedesco per la Pedagogia  Scientifica a Münster. Due mesi dopo Adolf Hitler divenne Cancelliere della Germania; il  7 Aprile del 1993, il regime nazional-socialista approvò una  "Legge per la Restaurazione del Servizio Civile Professionale", che limitò le opportunità di impiego per gli ebrei attraverso la richiesta di un  "certificato ariano."  Perciò il 19 Aprile, ella perdette il suo incarico. Il 14 Ottobre del 1933 adempì un desiderio di lunga data entrando nel monastero delle Carmelitane Scalze a Colonia e assumendo il nome religioso di Teresa Benedetta della Croce.  Ma quando gli attacchi nazisti sugli ebrei tedeschi in Germania crebbero d’intensità, il suo ordine la trasferì nel 1938 per salvarla nel monastero carmelitano di  Echt in Olanda. Dopo la pubblica condanna dei  vescovi olandesi  dei nazisti che avevano occupato l’Olanda nel Luglio 1942, i nazisti  si vendicarono arrestando i convertiti ebrei che in precedenza avevano lasciato in pace.  Suor Teresa fu arrestata il 2 Agosto del 1942 e deportata ad  Auschwitz , dove fu messa a morte con il gas, probabilmente il 9 Agosto. L’11 Agosto del 1998 fu canonizzata da Papa Giovanni Paolo II il quale esortò in quel giorno di festa : "noi dobbiamo anche ricordare la  Shoah, quel piano crudele volto allo sterminio di un popolo – un piano del quale furono vittime milioni di nostri fratelli e sorelle ebrei."

Nei giorni dell’ascesa al potere di Hitler, nell’Aprile del 1933, quando ancora insegnava a Münster, Edith Stein inviò la seguente lettera a Papa Pio XI. La data del  20 Aprile indica probabilmente la data della consegna.

Fonte: website delle Suore del Carmelo di Baltimora (Traduzione italiana a cura di MB)

Santo Padre

Come figlia del popolo ebraico, che per grazia di Dio è da 11 anni figlia della Chiesa cattolica, ardisco parlare  al Padre della Cristianità su ciò che preoccupa milioni di tedeschi. Da settimane siamo spettatori, in Germania, di atti che comportano un totale disprezzo della giustizia e dell’umanità, per non parlare dell’amore del prossimo. Per anni i capi del nazionalsocialismo hanno predicato l’odio contro gli ebrei. Ora che hanno conquistato il potere e hanno armato i loro seguaci - tra i quali ci sono dei noti elementi criminali – questo frutto dell’odio è germinato. Il governo ha solo di recente ammesso che ci sono state defezioni dal partito, ma è impossibile farsi un'idea sul numero in quanto l’opinione pubblica è imbavagliata. Da ciò che posso giudicare io, in base alle mie relazioni personali, non si tratta affatto di casi singoli ed eccezionali. Sotto la pressione di voci provenienti dall’estero il governo è passato a metodi più "miti" e ha dato l’ordine "che a nessun ebreo venga torto un capello". Ma attraverso misure di  boicottaggio - che negano alle persone la possibilità di svolgere attività economiche, la dignità di cittadini e la patria - ha indotto molti alla disperazione: nell’ultima settimana, attraverso rapporti personali, sono venuta a conoscenza  di 5 casi di suicidio come conseguenza di queste ostilità. Sono convinta che si tratta di un fenomeno generale che provocherà molte altre vittime. Si può ritenere che quegli infelici non avessero abbastanza forza morale per sopportare il loro destino. La responsabilità deve in gran parte ricadere su coloro che li hanno spinti a tale gesto, ma ricade anche su coloro che tacciono di fronte a tali eventi.

Tutto ciò che è accaduto e continua ad accadere quotidianamente viene da un governo che si definisce "cristiano". Non solo gli ebrei ma anche migliaia di fedeli cattolici della Germania - e, ritengo, di tutto il mondo - da settimane aspettano e sperano che la Chiesa di Cristo alzi la sua voce per porre termine a tale abuso del nome di Cristo. L’idolatria della razza e del potere dello Stato, con la quale la radio bombarda quotidianamente la coscienza pubblica, non è un’aperta eresia? Il tentativo di annientare il sangue ebraico non è un oltraggio alla santissima umanità del nostro Salvatore, della beatissima Vergine e degli Apostoli? Non è in assoluto contrasto con il comportamento del nostro Signore e Salvatore, che anche sulla croce pregava ancora per i Suoi persecutori? E non è un marchio nero nella storia di questo Anno Santo, che sarebbe dovuto diventare l’anno della pace e della riconciliazione?

Noi tutti, figli fedeli della Chiesa, che guardiamo con occhi aperti all'attuale situazione tedesca come, temiamo il peggio per il prestigio mondiale della Chiesa stessa, se il silenzio si prolunga ulteriormente. Siamo anche convinti che questo silenzio non può alla lunga ottenere la pace dall’attuale governo tedesco. Per il momento, la lotta contro il Cattolicesimo si svolge in sordina e con sistemi meno brutali che contro il Giudaismo, ma non meno sistematicamente. Non passerà molto tempo perché nessun cattolico possa più avere un impiego a meno che non si sottometta senza condizioni al nuovo corso di azione.

Ai piedi di Vostra Santità, chiedendo la benedizione apostolica,

(Firmato) Dott.ssa Edith Stein, docente all’istituto tedesco di Pedagogia scientifica presso il Collegium Marianum di Münster.—


Dopo il suo arrivo a Echt, scrisse una lettera con la data del 19 dicembre 1938, nella quale citava la sua precedente lettera al papa. Segnalava che non aveva ricevuto nessuna risposta se non una benedizione papale per lei e la sua famiglia. Fonte: Mary Catherine Baseheart, Person in the World: Introduction to the Philosophy of Edith Stein. Contributions to Phenomenology (Dordrecht, the Netherlands: Kluwer Academic Publishers, 2010), p. 26.  Continuò a scrivere:

Mi sono chiesta spesso poi, se la mia lettera  fosse talvolta giunta alla mente [del papa]. Infatti ciò che avevo predetto sul future dei Cattolici in Germania si compì passo dopo passo negli anni successivi.


Quando il Nazismo conquistò l’Europa, nazione dopo nazione, i suoi scritti di Echt si rivolsero a considerare il crescente genocidio degli ebrei. Ella collegava la sofferenza degli ebrei al Gesù crocifisso, prevedendo la sua morte in quanto ebrea congiunta al sacrificio di Gesù. Il 6 Giugno 1939 compose un Ultimo Testamento, che includeva il seguente paragrafo. Si noti che lei riflette la visione cristiana prevalente secondo cui la sofferenza degli ebrei sarebbe terminata se essi avessero accettato Cristo. Fonte: Waltraud Herbstrith, Edith Stein: A Biography(San Francisco: Ignatius Press, 1992), pp. 168-169.

Con gioia accetto in anticipo la morte che Dio ha preparato per me, nella perfetta sottomissione alla sua grandissima santa volontà. Il Signore accolga la mia vita e la mia morte per la gloria e l’onore del suo nome, per i bisogni della sua santa Chiesa – specialmente per la preservazione, la santificazione e la perfezione finale del nostro santo Ordine, in particolare per i Carmeli di Colonia e di Echt – per il popolo ebraico, perché che possa accogliere il Signore e il suo Regno venga nella gloria, per la liberazione della Germani e per la pace nel mondo e, infine, per tutti i miei congiunti che vivono e muoiono e tutti coloro ai quali Dio mi ha dato: nessuno di loro sia perduto.  

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Fonte: http://www.ccjr.us/dialogika-resources/primary-texts-from-the-history-of-the-relationship/1264-stein1939april

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Documento inserito il 11/02/2014