Documento sulle relazioni Ebraico-Cristiane

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L’ Immagine degli Ebrei nell’Insegnamento Cattolico. Un Memorandum al Segretariato per l’unità dei Cristiani presentato dall’American Jewish Committee New York

Banki, Judith
Italia

I. Cristiani ed Ebrei

L’uomo spirituale ad un bivio

La metà del XX secolo ha inaugurato un periodo  di profondi cambiamenti, senza paralleli nella storia dell’umanità.

Forze titaniche – tecniche, intellettuali e spirituali – sono all’opera. L’energia atomica, nuovi modi di comunicare e di viaggiare, l’esplosione della popolazione e l’inizio dell’esplorazione dello spazio stanno trasformando la nostra società. Lo sconvolgimento politico ed economico è l’ordine del giorno dal momento che le nazioni ricche, cieche e soddisfatte di sé, debbono affrontare il risveglio delle masse svantaggiate del mondo. Ovunque le religioni tradizionali si debbono confrontare con le lesioni provocate da coloro che negano i valori spirituali oppure aderiscono ad una falsa religione, cercando in realtà solo successo, conforto materiale o potere.

Sotto l’impatto di queste forze, in meno di 25 anni un’età totalmente nuova sta nascendo. Due fattori travolgenti dominano quest’età. Il primo: non ci sono più isole; ciò che accade in qualche luogo accade vicino a noi. Secondo: l’uomo è ora in grado di autodistruggersi in pochi minuti.

Per queste ragioni, le azioni dell’uomo oggi ha ripercussioni molto più ampie che in precedenza, sia nel bene che nel male. Le forze potenti diffusamente nel mondo di oggi possono comportare divisione spirituale e annientamento fisco oppure possono affrettare l’uomo nella sua ricerca verso l’unità e il compimento spirituale.

Tensione tra cattolici ed ebrei

La condizione del mondo richiede dunque una rivalutazione dei valori tra tutti coloro che sono interessati al destino spiritual dell’uomo. In questa grave ora, Sua Santità il Papa Giovanni  XXIII ha indetto un Concilio Ecumenico, il primo in circa un secolo.

L’ American Jewish Committee vorrebbe cogliere l’opportunità offerta dalla convocazione di questo Concilio per sottoporre al Capo della Chiesa un tema di profonda preoccupazione: la questione se l’insegnamento cattolico sugli ebrei – in particolare negli Stati Uniti – incoraggi il pregiudizio e l’ostilità

Le tensioni tra ebrei e cattolici datano da secoli, ma i pericoli del giorno presente rendono il problema più urgente che mai prima. Qualunque cosa possa essere stata vera in passato, il pregiudizio contro qualsiasi gruppo religioso indebolisce inevitabilmente l’intera struttura della società, degrada sia i carnefici che le vittime e indebolisce la forza spirituale di tutta l’umanità. L’ostilità tra i credenti di differenti fedi religiose serve solo a favorire l’avanzamento della causa delle forze anti-religiose. In quest’ora di pericolo, tutti quelli che condividono l’eredità spirituale della Bibbia devono trovarsi insieme se l’umanità deve sopravvivere.

La coscienza cristiana e gli ebrei

Gli ebrei sono vissuti nel mondo cristiano fin dalle sue origini, ma la loro condizione tra la maggioranza cristiana è stata quasi sempre precaria. Da un lato, la Chiesa li ha protetti; Papi e Concili della Chiesa, in età medioevale e moderna, hanno condannato la propaganda anti-ebraica, la violenza e la persecuzione, e per 500 anni ( dall’XI  al XVI secolo) gli ebrei hanno goduto dell’incolumità negli stati pontifici. Ma, da un altro lato, gli ebrei, quasi durante ogni secolo, sono stati sottoposti a sofferenze e umiliazione per mano di supposti cristiani, qualche volta anche con il tacito consenso dell’autorità ecclesiastica.  

Questo atteggiamento ambiguo del mondo cristiano verso gli ebrei è proseguito fino al nostro tempo. Quando l’hitlerismo  - un movimento essenzialmente pagano generato principalmente da forze sociali ed economiche non collegate alla religione  – scatenò la più terribile di tutte le persecuzioni, alcuni cristiani devoti e valorosi salvarono coraggiosamente vite ebraiche, ma la maggioranza dei cristiani rimasero indifferenti a tutto questo. Gli ebrei non dimenticheranno i loro salvatori  ma non possono nemmeno dimenticare I sei sei milioni che nessuno salvò.

Come si poté giungere a lasciar passare questo diabolico crimine, in un paese di antiche tradizioni cristiane, a meno che la coscienza cristiana non si fosse inebetita – a meno che una forte tendenza occulta di sentimenti anti-ebraici non si fosse diffusa nella cultura cristiana?  Nei giorni dei campi di sterminio come in quelli della Morte Nera, numerosi cristiani di nome devono aver sentito che gli ebrei erano fuori della comunità umana, che essi in qualche modo si meritavano il  loro destino e che il resto dell’umanità non era responsabile per loro.  Furono questa ostilità, disprezzo e indifferenza che resero possibile il più grande assassinio di massa della storia

Insegnamenti sugli ebrei

E’ orripilante, dunque, constatare che 15 anni dopo la catastrofe la nostra cultura sia ancora permeate dal pregiudizio religioso – il risultato di una varietà di forze sociali, psicologiche e politiche  - e che l’antica ostilità, il disprezzo e l’ indifferenza siano trasmesse a una nuova generazione.

Le chiese debbono condividere parte della responsabilità per questa situazione. Gli organismo religiosi condannano costantemente l’anti-semitismo in teoria, ma spesso lo sanciscono con alcuni dei loro insegnamenti. Così, l’insegnamento religioso cattolico contiene affermazioni diffamatorie ed  omissioni che possono incoraggiare l’ostilità e il disprezzo per gli ebrei.

Tali insegnamenti appaiono in tutta la loro mostruosa assurdità quando leggiamo al contrario la vera relazione tra cattolicesimo ed ebraismo. Gli stretti legami spirituali tra le due fedi furono efficamente rievocati nel 1958 da Papa Pio XI:

"L’antisemitismo è… un movimento al quale noi, come cristiani, non possiamo prendere parte in nessun modo....

Spiritualmente, noi siamo Semiti."[1]

Tra le influenze per le quali l’antisemitismo è perpetuato, l’insegnamento religioso scorretto è  uno dei più insidiosi, poiché permette la convinzione erronea che idee anti-semite abbiano l’approvazione della più alta autorità morale e spirituale.

Per questa ragione, l’American Jewish Committee considera un obbligo morale portare l’argomento all’attenzione del Capo della Chiesa e aggiungere la sua voce a quelle di altri che chiedono un riesame e una revisione dei materiali cattolici concernenti gli ebrei, nella misura in cui essi violano i precetti di amore e di fraternità.  Facciamo questo senza accusa e senza rancore, mossi soltanto dalla fiducia che l’eliminazione alla radice dell’ antagonismo religioso procurerà grande beneficio sia ai cristiani che agli ebrei e rafforzerà le forze spirituali nel mondo.

II. ASPETTI AMERICANI

Il pregiudizio un pericolo per l’America

A causa di certi fattori storici ed etnici presenti nella società Americana, il problema degli atteggiamenti cattolici verso gli ebrei ha negli Stati Uniti implicazioni importanti civiche e morali, in aggiunta a quelle spirituali.

L’immensa varietà di fedi religiose e i contesti nazionali presenti tra gli americani rende necessario operare intensamente e rapidamente verso l’eliminazione delle tensioni tra gruppi – non allo scopo di persuadere nessuno di abbandonare la propria religione per quella della maggioranza, né per esaltare il sincretismo in nessuna forma, ma per creare un clima libero dal pregiudizio.  

Per compiere questo scopo, gli americani di tutte le fedi negli anni recenti hanno fatto sforzi straordinari per eliminare ogni approvazione religiosa di fanatismo. L’elezione di un cattolico alla Presidenza degli Stati Uniti è in parte il risultato di questi sforzi.

Anti-Semitismo in America

Gli ebrei hanno sempre vissuto in modo pacifico in America, anche se essi siano stati, e in qualche misura, lo siano ancora, soggetti a certe forme non ufficiali di discriminazione, come la restrizione di quote nell’ammissione al college e la non eleggibilità in qualche club e in aree residenziali.

 Espressioni occasionali di un manifesto pregiudizio antisemita – un epiteto lanciato contro un bambino ebreo nella strada, un’ingiuria anti-ebraica in una conversazione tra Gentili – sono di solito rifiutati come insignificanti..

Ma, anche nella società aperta pluralistica dell’America circola una corrente nascosta di antisemitismo.  In tempi di tensione politica, sociale ed economica, questa corrente talvolta viene in superficie in attacchi irrazionali che sono tutt’altro che insignificanti.

Così, nel 1957-58 la violenza antisemita accompagnò la resistenza collettiva contro le richieste dei Neri per l’uguaglianza. Un’altra serie di attacchi si verificò nel 1959-60, con circa 800 atti di vandalismo di impronte nazista contro le sinagoghe, le case e la loro proprietà.

Possibili Fonti di  Fanatismo

Crediamo che la persistenza dell’antisemitismo così evidenziata non possa essere spiegata soltanto in termini sociali ed economici. Tali spiegazione non possono da sole dare ragione del fatto che la minoranza ebraica è stata destinata ad essere bersaglio del pregiudizio nelle più varie circostanze; quando essi erano molti e quando erano pochi; quando vissero separate e quando  furono assimilate; quando erano capitalisti e quando erano al fianco delle classi dei  lavoratori. C’è perlomeno una forte possibilità che gli atteggiamenti antisemiti siano rafforzati “da nozioni religiose fuorvianti”.

Notiamo, ad esempio, che gli agitatori razzisti in America spesso pongono come cristiani e basano i loro appelli antiebraici su temi come l’affermazione del rifiuto degli ebrei da parte di Dio e il mito del popolo “maledetto”. Queste e altre nozioni diffamatorie sono ancora ampiamente in uso nelle pubblicazioni religiose. Attraverso la loro propagazione, le chiese danno una sanzione involontaria ai falsi profeti.

Nozioni tradizionali di un genere che possono produrre disprezzo e rifiuto degli ebrei possono essere ripetute da scrittori di pubblicazioni religiose e approvate dalla Censura senza la consapevolezza dei loro possibili effetti psicologici.  Ma il danno che esse possono produrre non è minore per il fatto che sono involontari Di tutte le forze che possono seriamente danneggiare l’America, nessuna è più distruttiva dei pregiudizi che mettono i cittadini uno contro l’altro.

Più che un problema nazionale

Poiché la forza interiorele  dell’America è di importanza critica per il destino dell’umanità , il pregiudizio religioso negli Stati Uniti non è solamente un problema nazionale, ma un pericolo per il mondo.

Se la nazione americana deve rimanere unita da legami più forti che il materialismo, i gruppi religiosi non debbono accontentarsi solo di condannare il fanatismo violento.Essi debbono riconoscere e correggere insegnamenti erronei che alimentano il fanatismo e spogliare così le convinzioni che hanno pregiudizi di ogni apparenza di ratifica religiosa.  Pensiamo che molti cattolici, in America come altrove, “sarebbero più desiderosi di coadiuvare questo scopo se fossero sicuri del sostegno e dell’incoraggiamento del Vaticano”.

III. QUELLO CHE I CATTOLICI INSEGNANO SUGLI EBREI

Fonti del materiale citato

Quali sono le false accuse contro gli ebrei che ancora distorcono l’insegnamento cattolico, diffondendo antichi odi tra una nuova generazione di americani?  Troviamo che tali accuse sono simili a quelli identificate dagli investigatori in altri paesi. Essi sono documentati sotto, in estratti da materiali d’insegnamento attuali.

Gli estratti citati non costituiscono una raccolta esaustiva. Essi sono soltanto esempi in cui si è imbattuto l’Istituto delle Relazioni Umane dell’American Jewish Committee durante l’esame di una selezione casuale di manuali riconosciuti per la catechesi nelle parrocchie, più poche altre pubblicazioni. Comunque, l’ampio numero di passi discutibili trovati in questi pochi, presumibilmente tipici testi sembra indicare che il problema è molto esteso.  

Uno studio comprensivo dei modi in cui I material d’insegnamento cattolico rappresentano altri gruppi religiosi, razziali ed etnici è attualmente in elaborazione alla St. Louis University sotto la supervisione di Padre Trafford P. Maher, S.J. Studi autodidatti di materiali d’insegnamento protestanti ed ebraici sono stati anche intrapresi, il primo alla Yale University, il secondo al  Dropsie College.

Rappresentazione degli ebrei

Molti dei manuali scolastici cattolici che abbiamo esaminato  dimostrano un atteggiamento esemplare verso altri gruppi in lezioni sulle  responsabilità sociali o civili dei cattolici. In questo contesto, il tono è amichevole e positive; la fratellanza umana e i contributi prodotti da persone di contesti culturali e religiosi diversi sono sottolineati. Per esempio:

“Un considerevole numero di ebrei ha prodotto originali contributi alla cultura americana. Attraverso la pubblicazione di giornali e libri, il teatro, la produzione di film e la radio, altri hanno  coadiuvato alla divulgazione popolare dell’informazione e della cultura. Difficilmente c’è un gruppo nazionale o una voce che non abbia in qualche modo lasciato la sua impronta sulle nostre arti e la nostra vita quotidiana.[2]

Le difficoltà nascono in passi che interpretano la Scrittura o la dottrina. Quando la discussione si rivolge a temi come la nascita del Cristianesimo, il conflitto tra la chiesa delle origini e la sinagoga o la relazione tra Gesù e i suoi contemporanei, l’insegnamento su gli ebrei diviene impietoso e distorto. La descrizione fatta è spesso così negative da cancellare tutte le dichiarazioni ben intenzionate  presenti in altre lezioni. I contributi ebraici alla cultura difficilmente colpiranno positivamente uno studente al quale viene anche insegnato, direttamente o indirettamente, che gli ebrei sono maledetti da Dio come gli uccisori di Gesù

Padre Louis Hartman, C. Ss. R., Segretario Generale dell’Associazione Biblica Cattolica dell’America, ha affermato:

ll Nuovo Testamento piuttosto chiaramente attribuisce la responsabilità della morte di Cristo a un piccolo ma potente gruppo di uomini che non potevano dichiarare di agire in  quanto costituiti correttamente a capo del popolo ebraico. La folla che essi spinsero a gridare a favore della morte di Gesù davanti al tribunale di Pilato non poteva parlare a nome di tutto il popolo ebraico di quel tempo e certamente non a nome di tutte le generazioni successive. I Vangeli mostrano che la vasta maggioranza degli ebrei palestinesi con i quali Nostro Signore venne a contatto erano disposti verso di Lui in modo molto favorevole. Inoltre, la grande massa degli ebrei di quel tempo viveva probabilmente fuori della Palestina ed evidentemente solo pochi di loro avevano mai sentito parlare di Gesù di Nazareth fino a qualche sentito  dopo quando gli Apostoli cominciarono a predicare a loro.

Parlando dal punto storico, dunque, non c’è fondamento per affermare che gli ebrei di quel tempo, come popolo, furono responsabili della morte di Gesù e ovviamente non c’è la minima ragione per portare questa accusa contro i loro discendente di due millenni dopo”.[3]

Tuttavia molti dei testi da noi esaminati fanno esattamente questa accusa, affermando o insinuando che gli ebrei come popolo sono in modo esclusivo e collettivo responsabili della morte del Figlio di Dio e che essi sono un popolo maledetto, condannato e rifiutato da Dio. Ecco pochi esempi:

“Gli ebrei vollero disonorare Cristo con la morte sulla croce”. [4]

“La vasta maggioranza degli ebrei…Lo condannò a morte come un “bestemmiatore e Lo consegnò ai romani perché fosse crocifisso”.[5]

“I sommi sacerdoti fecero sollevare un grido che pone una maledizione su loro stessi e sugli ebrei di tutti i tempi: “ Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli”.[6]

“ Mostra che gli ebrei non volevano che Pilato giudicasse Cristo ma che desse il permesso per la sua morte”.[7]

“ Di nuovo gli ebrei cambiarono l’accusa, come avevano fatto nel processo religioso. Se un’accusa non fosse stata efficace, essi ne avrebbero trovato un’altra”. [8]

“Quando decisero gli ebrei di uccidere Cristo?”.[9]

“Egli dichiarò la divinità di Cristo che gli ebrei avevano crocifisso”.[10]

“La maledizione di Cristo e la successiva distruzione dell’albero era il simbolo della condanna e della distruzione del popolo ebraico per le loro vite vane”.[11]

“ Gli ebrei come nazione rifiutarono di accettare Cristo e da allora sono stati erranti sulla terra senza un tempio o un sacrificio e senza il Messia”.[12]

“ I Gentili presero il posto degli ebrei nel Regno di Cristo”.[13]

“Dio separò Israele dal resto del mondo e gli diede un’ampia protezione Egli lo lasciò sotto la custodia dei capi del popolo  e di quando in quando, attraverso i Suoi profeti chiese i risultati. Il duro trattamento dato a questi mediatori di Dio raggiunse il culmine nella morte premeditata di Cristo. Come conseguenza, questi falsi capi e i loro seguaci furono rifiutati poiché la fondazione del Regno fu in favore dei Gentili”.[14]

“Poiché essi (gli ebrei) non ascoltarono i Profeti, Egli inviò il Suo Figlio unigenito per invitarli al pentimento: Ma essi lo misero a morte. Per questo, essi furono alla fine rigettati “da Dio e i loro diritti sul Regno vennero dati ad altri”.[15]

In modo simile, nelle note in calce a un’edizione del Nuovo Testamento, troviamo:

(Commento a San Luca 23,31: Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco? "Questo verso è di solito compreso in questo senso: “Se la crocefissione è la sorte dell’Innocente, che cosa si deve aspettare per la colpa (cioè gli ebrei)? [16](nota 16)

(Commento a San Matteo 23, 29.32: Guai a voi, scribi e farisei, ... voi colmate la misura dei vostri padri.  “voi colmate la misura dei vostri padri?” “Uccidendo il Figlio di Dio, come i loro padri avevano ucciso i loro profeti.” [17]

E nel messale di  Quaresima leggiamo:

"La sua nazione ebraica soffrì un esilio di settanta anni.  In cattività essi fecero ammenda per l’adorazione di falsi dei. In questi nostri tempi gli ebrei sono ancora dispersi in una condizione peggiore a quella dell’esilio. Essi hanno espiato questi 1900 anni per il più grande di tutti i crimini, commessi quando un’ intera nazione rifiutò, crocifisse e versò il Sangue del Figlio di Dio. Tra noi cristiani essi sono testimoni di una vocazione perduta senza ‘principe o profeta o sacrificio’ o un tempio in Gerusalemme; la divina punizione pende su di loro fino alla fine del tempo quando Dio, per le Sue promesse ai profeti, in qualche modo straordinario, li porterà a credere e a vivere in Gesù Cristo”[18]

Insegnamenti come questi è probabile che instillino la convinzione che gli ebrei portion una colpa collettiva e in qualche modo meritino le sofferenze e le persecuzioni che hanno segnato la loro lunga storia. Questo concetto è straordinariamente odioso perché esclude gli ebrei dal corpo comune dell’umanità e può rendere i cattolici indifferenti al destino dei loro simili essere umani. Se a un bambino si è insegnato che Gesù ha maledetto e rifiutato gli ebrei, chi lo biasimerà quando farà lo stesso?

Parzialità nell’uso del termine ‘Gli ebrei’

Il suggerimento che il popolo ebraico è colpevole in senso collettivo è rafforzato frequentemente dalla parzialità nell’uso della parola "ebrei."

Così, in alcuni libri, i nemici di Gesù sono identificati come ebrei, mentre i suoi amici e seguaci non lo sono. Per esempio, non c’è menzione  degli ebrei in questi passi:

"Cristo scelse dodici uomini che dovevano essere le fondamenta del Suo Regno". [19]

"Tutti insieme, ammontando a più di 5000, ascoltavano il Maestro, dimenticando perfino di mangiare."[20]

"All’inizio della Sua vita pubblica, Gesù era tenuto in grande ammirazione dal popolo".[21]

Questi passi sono in contrasto con i seguenti – particolarmente il primo, in cui la logica e la storia sono distorti in modo appariscente:

"Fu nel giorno in cui Cristo risuscitò Lazzaro dal sepolcro che gli ebrei decisero di ucciderlo. Tuttavia, essi temevano il popolo."[22](“Anche il popolo non erano “ebrei”?)

"La Scrittura ci dice che Giuda  cercava un’opportunità per consegnare il suo Maestro agli ebrei."[23]

"Essi avevano paura di essere visti dagli ebrei, poiché temevano di essere messi a morte, come il loro maestro."[24]

"Gli ebrei fomentavano la folla contro di lui ..." [25])

"Per quali Sue parole gli ebrei tentarono per la seconda volta di lapidarLo”.[26]

Negli esempi appena dati e in quelli che seguono, il termine generico “gli ebrei” è liberamente usato in contesti in cui in realtà solo alcuni ebrei furono coinvolti. Correggendo soltanto queste omissioni e false enfasi, si potrebbe fare molto per cambiare l’erronea impressione che gli ebrei come popolo odiassero Gesù e cospirassero per la sua morte. Il nome “ebrei” usato così genericamente, è frequentemente abbinato con presunte qualità malvagie:

"Poiché Pilato non poté trovare nulla di riprovevole contro di Cristo, decise di deturpare il Suo corpo puro e meraviglioso, così che persino i sanguinari ebrei avrebbero ritirato l’accusa..." [27]

"Gesù ... fu rigettato dai capi del popolo…a causa delle loro menti materiali e carnali”.[28]

Assai di frequente troviamo riferimenti agli “ebrei invidiosi”, all’ “odio cieco degli ebrei” e così via. L’uso ripetuto di tali frasi fa sì che gli studenti associno caratteristiche malvagie a tutti gli ebrei e pensino agli ebrei come a un popolo pieno di odio, crudele e materialistico.

Numerosi manuali scolastici mostrano anche parzialità chiamando gli ebrei con nomi diversi in contesti dell’Antico e del Nuovo Testamento . In lezioni sull’Antico Testamento, dove gli ebrei sono presentati in modo amichevole, positive, essi sono di solito chiamati “Ebrei” o “Israeliti”. In lezioni del Nuovo Testamento, dove l’atteggiamento prevalente è negativo e ostile, “giudei” è il termine di solito usato. Dal momento che è il termine in uso oggi, è probabile che lo studente cattolico associ gli ebrei con il conflitto descritto nel Nuovo Testamento, ma non con il popolo vivente al quale Dio si è rivelato, che persino attraverso il martirio ha difeso la fede nell’unico Dio vivente che ha reso possibile il cristianesimo. Lo studente non è reso sufficientemente consapevole che gli “ebrei” e gli “israeliti” che sono lodati per la loro lealtà e devozione a Dio sono lo stesso popolo che i giudei.

Senza voler indulgere a vaghe generalizzazioni, l’eccessiva semplificazione e la parzialità nell’uso dei nomi è stata riconosciuto a lungo dagli studiosi come uno stimolo per atteggiamenti antisemiti. Così Padre Trafford P. Maher, già menzionato come uno dei cattolici americani che si sono  interessati all’impatto di tale material sulle menti degli studenti, cita un passo deplorevole da un manuale cattolico:

"Gli ebrei, al contrario, a causa della cattiva influenza della loro superbia e ipocrisia, ostacolarono la diffusione della conoscenza di Dio tra le altre nazioni”.[29]

Commenta Padre Maher:

"Chiaramente il problema qui è il completo disprezzo nella dichiarazione dell’autore, la sua mancanza di cura nell’affermazione dei fatti e la sua apparente non consapevolezza di ciò che tale dichiarazione potrebbe causare nella formazione degli atteggiamenti del giovane lettore verso un popolo nel suo mondo.[30]

I Farisei

Il trattamento dei Farisei nei manuali scolastici cattolici può essere discusso a diversi livelli. Non viene fatta nessuna distinzione tra i Farisei, sebbene anche il Nuovo Testamento distingua tra coloro che si opposero e coloro che sostennero e aiutarono Gesù. Non viene mai attribuita ai Farisei nessuna vera motivazione religiosa; in nessun luogo si suggerisce che i Farisei che si opposero a Gesù potrebbero averlo fatto per  una sincera convinzione. Viene detto, ad esempio, che i Farisei simulavano di essere scandalizzati dalle affermazioni di Gesù; la possibilità che essi potessero realmente essere scandalizzati non è mai menzionata.

Allo studente cattolico viene data una rappresentazione di un gruppo assolutamente degradato, completamente ipocrita, che mostra solo odio e cieco disprezzo verso Gesù:

"Nessuna ha simpatia per i Farisei poché essi in modo deliberato si fanno ciechi di fronte ai miracoli esaltanti e all’insegnamento di Cristo”.[31]

"Il sommo sacerdote e il resto del personale del Tempio [descritto come Farisei e scribi] recitarono il ruolo di ipocriti e considerarono con orrore quello che Cristo disse."[32]

"Dietro a tutto questo fu l’invidia del personale del Tempio -  migliore era un uomo,  Cristo,  più essi  provavano odio per lui."[33]

Nel suo libro sulla catechesi cristiana e gli ebrei, Padre Paul Démann scrive:

"Il modo in cui affrontiamo e giudichiamo i Farisei sembrerebbe costituire un vero test dello spirito del nostro insegnamento. Troppo spesso, invece di vedere in loro e nei rimproveri che Gesù rivolge loro, lo specchio delle nostre ipocrisie, della nostra limitatezza, del nostro formalismo siamo indotti a prendere esattamente lo stesso atteggiamento verso di loro che essi erano indotti a prendere verso i pubblicani e i peccatori. Presentare i Farisei in un modo  accurato dal punto di vista storico e teologico significa mostrare che le loro tentazioni, i loro peccati, i rimproveri loro rivolti debbono essere considerate non in un senso collettivo ma piuttosto in un senso permanente e universale; ciò significa comprendere e far comprendere che il problema non e ‘essi (come contro di noi)’, ma ‘noi accanto a loro’”.[34]

In nessun luogo nei materiali esaminati da noi i Farisei sono trattati nella maniera richiesta da Padre Démann.

Comparazioni ingiuste o inesatte

Nell’esporre il cristianesimo, vengono fatte spesso dei confronti ingiusti o inesatti con la fede ebraica. L’ebraismo è descritto come una religione legalista, che si occupa solo di osservanze esterne, priva di amore, misericordia e compassione. Non viene detto agli studenti cattolici che l’amore di Dio e del prossimo viene menzionato per la prima volta nell’Antico Testamento ed è altrettanto obbligatorio come è nel Nuovo. Vengono introdotte ingiurie ingiustificate sull’ebraismo per aumentare il contrasto con il cristianesimo.

"Gli ebrei credevano che uno dovesse odiare un nemico, ma Cristo insegnò l’opposto."[35] (In realtà, l’ingiunzione di S. Paolo: "se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare” in  Rm 12, 20, è una citazione diretta da Pr 25, 21.)

"Nessun rabbi ebreo legge le scritture dell’Antico Testamento così accuratamente come fa il prete."[36]

"Il primo martire fu S. Stefano…che venne lapidato a morte per aver difeso la nuova Fede e il diritto dei Gentili (non ebrei) alla salvezza."[37] (L’implicazione è che S. Stefano fu ucciso per aver predicato la salvezza fuori della fede ebraica. In realtà, gli ebrei non negarono allora né negano ora  che altre fedi oltre la loro possano portare alla salvezza.Il detto rabbinico "Tutti i giusti della terra hanno una parte nel mondo a venire” fu dichiarato almeno un secolo prima di Gesù.)

"Ma piccolo progresso è stato fatto nella conversione a qualche forma di cristianesimo di gruppi che consideravano la loro razza o religione come l’antitesi del cristianesimo, come gli ebrei e i maomettani. Tutti e due questi gruppi numerosi sono più anti-cristiani di quanto essi siano pro qualcosa. "[38](Gli ebrei non sono una razza; essi praticano la loro religione per i suoi valori propri non in opposizione ad un’altra fede ed essi non considerano l’ebraismo “l’antitesi del cristianesimo”.)

Oltre a questo, manuali scolastici cattolici di storia accusano in modo ingiustificabile gli ebrei di numerose azioni malvagie:

"Allo scopo di distrarre le masse su quale erase la vera origine del fuoco, Nerone, forse su suggerimento degli ebrei,   rivolse l’accusa ai cristiani."[39]

"Senza dubbio gli ebrei avevano insistito di compiere vendetta su qualcuno, dopo che S. paolo era sfuggito alla loro furia con il suo appello a Cesare."[40]

"Nel 726 Leone III Isaurico (717-741), incitato forse dai  maomettani e dagli ebrei ordinò la distruzione di tutte le immagini nelle chiese."[41]


Omissioni

Ciò che è lasciato fuori da una lezione può essere così importante nella formazione di atteggiamenti e di valori come ciò che è messo dentro.  Ignorando certi fatti, sia intenzionalmente sia sotto l’influenza di un pregiudizio inconscio, gli autori della letteratura educativa possono stimolare o istigare il fanatismo.

Per esempio, sarebbe inesatto affermare che nel Medioevo numerosi ebrei erano usurai. Ma l’affermazione sarebbe fuorviante a meno che non venisse spiegato che gli ebrei avevano pochi altri modi di sostenersi, poiché era loro vietato l’accesso alle corporazioni e non potevano possedere terreni.

Alcune omissioni che è probabile incoraggino il pregiudizio sono qui spiegate:

 

  1. Il contesto ebraico del cristianesimo è spesso ignorato. Molti cattolici sono in gran parte inconsapevoli delle radici ebraiche del cristianesimo. Alcuni passi danno l’impressione che la Bibbia non sia esistita prima della Chiesa cattolica:.

"[ Dio ] ispirò uomini che egli scelse per scrivere i differenti libri più piccoli che la comprendono [la Bibbia]. Non ci può essere dubbio che il mondo deve ringraziare la Chiesa cattolica per la Bibbia."[42]

2.             Non ci sono riferimenti all’ebraismo come una religione dopo la nascita del cristianesimo. Pratiche religiose ebraiche, festività etc. , sono descritte solo nel contest dell’antico passato. Allo studente cattolico viene data l’impressione che l’ebraismo come fede cessò di esistere con la fondazione del cristianesimo o con la distruzione del Tempio. Gli ebrei del periodo successivo così sono fatti apparire, per implicazione, come un popolo non religioso. Sebbene i cattolici credano che il cristianesimo sia il compimento dell’ebraismo, non c’è forse una responsabilità nel menzionare che l’ebraismo continua come una fede viva?

3.             Attraverso l’omissione di fatti, fase successive della storia ebraica sono presentate in una falsa luce. Per esempio:

"Gli ebrei  non furono soggetti all’Inquisizione spagnola  come fanatici religiosi ma solo in quanto cristiani battezzati, conosciuti come Marrani. Gli ebrei che praticavano la loro religione non erano molestati. Studiosi ebrei ammettono che numerosi ebrei abbracciarono la Chiesa cattolica di loro volontà, furono battezzati, seguirono le pratiche cattoliche, ma sono insinceri."[43]

(Non c’è menzione del fatto che quegli ebrei che praticavano la loro religione erano severamente molestati dalle autorità civili se non dalla Chiesa. La maggior parte dei Marrani si convertirono non per la  loro libera volontà, ma sotto la pressione e la minaccia di espulsione)

Sommario

 Insegnamenti con pregiudizi verso gli ebrei nei materiali esaminati da noi rientrano in alcune categorie:

1.    Interpretazioni calunniose (ad es. l’unica e collettiva responsabilità degli ebrei per la crocefissione; deicidio "popolo maledetto"; gli ebrei rigettati da Dio).

2.  Eccesso di semplificazione e affermazioni generiche ( ad es. descrizione dei Farisei; parzialità      nell’uso del termine "ebrei”).

3.  Paragoni ingiusti o non accurati (ad es. religione della legge in confronto a religione dell’amore).

4.  Uso offensivo del linguaggio (ad es. "ebrei carnali", "ebrei assetati di sangue”).

5.  Omissioni (ad es. Radici ebraiche del cristianesimo; continuità tra i Testamenti Antico e Nuovo).

IV. DISTRUGGERE LE RADICI DEL PREGIUDIZIO

The Church's True Position

Nelle pagine precedenti abbiamo citato numerosi riferimenti negative ed ostili agli ebrei e all’ebraismo che sembrano contraddire I precetti della Chiesa dell’amore e della carità.

Riconosciamo, comunque, che questi riferimenti – specialmente quelli che riguardano il problema centrale della Passione – non riflettono la dottrina della Chiesa. Questa dottrina, formulata quattro secoli fa dal Concilio di Trento, rigetta l’opinione che la Crocifissione fu un crimine commesso dal popolo ebraico e attribuisce la responsabilità a tutta l’umanità:

"Fu il peculiare privilegio di Cristo il Signore essere morto quando Egli stesso decretò di morire ed essere morto non tanto per una violenza esterna, "quanto per un assenso interiore.... Se qualcuno chiedesse perché il Figlio di Dio si è sottoposto alla Sua amara passione, egli troverebbe che oltre alla colpa ereditata dai nostri progenitori le cause principali furono i vizi e i crimini che sono stati perpetrati dal principio del mondo fino ai giorni nostri e di quelli che saranno commessi fino alla fine dei tempi ... "In questa colpa sono coinvolti tutti coloro che cadono frequentemente nel peccato; dal momento che, come i nostri peccati consegnarono Cristo il Signore alla morte della croce, più certamente quelli che sguazzano nel peccato e nell’iniquità “per quanto sta in loro, essi crocifiggono di nuovo il Figlio di Dio e lo espongono all'infamia” (Eb 6,6).  Questa colpa sembra più enorme in noi che negli ebrei, poiché secondo la testimonianza dello stesso Apostolo, ‘Se essi l’avessero conosciuto, non avrebbero mai crocifisso ilo Re della Gloria,(1 Cor 2,8) , mentre noi, al contrario,  lo rinneghiamo con i fatti e quasi sembriamo alzar le mani violente contro di Lui.

"...Uomini di ogni ceto e condizione ' congiurano insieme contro il Signore e il suo consacrato’ (Sal 2,2). Gentili ed ebrei furono i consiglieri, gli autori, gli strumenti della Sua Passione; Giuda Lo tradì, Pietro lo rinnegò e gli altri Lo abbandonarono...".[44]

Spesso non siamo consapevoli delle forza cattoliche che si battono oggi per una maggiore armonia tra cristiani ed ebrei. Nelle pagine seguenti, vengono identificate alcune di queste forze e  le loro realizzazioni.

Cambiamenti liturgici

Che la Chiesa si interessi della sua influenza sugli atteggiamenti verso i non cattolici è indicato da alcuni cambiamenti nella liturgia fatti durante gli ultimo sei anni. Così, nel 1955, la Sacra Congregazione dei Riti reintroduceva il Flectamus genua per gli ebrei durante la liturgia del venerdì santo e nel 1958, dopo la nomina di Papa Giovanni XXIII,i  riferimenti ai "perfidi  Judaei" e alla  "perfidia Judaica" furono rimossi dalla preghiera del venerdì santo. Nel 1959, fu omessa la seguente frase dall’Atto di consacrazione della razza umana (celebrato come parte della Messa del Sacro Cuore, la Benedizione del Santo Sacramento, la Festa di Cristo Re e il primo venerdì di ogni mese):

"Guarda, infine, con occhi pietosi I figli di quella razza che per così lungo tempo sono stati il tuo popolo scelto; e fa sì che il tuo Sangue, che fu una volta invocato su di loro per vendetta, discenda ora su di loro per una infusione purificatrice di redenzione e di vita eterna”.

Infine, nel 1960, fu tolta questa frase dal battesimo dei convertiti :

"Horresce Judaicam perfidiam, respue Hebraicam superstitionem."

Contributi di studiosi

L’attenzione della Santa Sede alle influenze religiose sugli atteggiamenti verso gli ebrei viene ripresa dal lavoro di pensatori cattolici, sia in Europa che negli Stati Uniti.  

In articoli, documenti, conferenze e libri, studiosi e teologi hanno invocato cambiamenti nell’insegnamento cattolico riguardante gli ebrei: a favore di un’enfasi maggiore sugli stretti legami tra ebraismo e cristianesimo; di un’affermazione delle radici ebraiche del cristianesimo e della origine ebraica di Gesù, per una più vera interpretazione della Passione, che ponesse la responsabilità nella coscienza dell’umanità invece di attribuirla solo al popolo ebraico.

È già stato menzionato il panorama completo degli insegnamenti cattolici sugli ebrei di Padre  Paul Démann, N.D.S. (La Catechese chretienne et le peuple de la Bible, Faris 1952).

Anche studiosi ebrei hanno aiutato a diffondere nuova luce sui problemi interreligiosi – in modo più considerevole l’eminente storico Jules Isaac in Francia. Negli Stati Uniti, Hyman E. Goldin, Morris Goldstein, Joseph Klausner, Samuel Sandmel e Solomon Zeitlin hanno pubblicato studi su Gesù dal punto di vista ebraico durante gli ultimi anni.

Leaders e Organizzazioni

Problemi specifici pertinenti le relazioni ebraico-cattoliche sono stati il soggetto di dichiarazioni del Cardinale Richard Cushing, Arcivescovo di  Boston; del Cardinale Achille  Liénart,  Vescovo di Lille; di Mons. Charles de Frovencheres, Vescovo di Aix;  Padre John A. O'Brien della Università di Notre Dame University (U.S.A.); Padre John LaFarge, S.J., e altri.

Organizzazioni in numerosi paesi lavorano per migliorare le relazioni tra cattolici ed ebrei – per esempio la Confraternidad Judeo-Cristiana in Argentina, l’ Amitié Judeo-Chrétienne in Francia e la Commissione cattolica per Israele in Olanda.

Pubblicazioni

L’insegnamento cattolico sugli ebrei è stato discusso negli Stati Uniti alemno da tre periodici -America, Jubilee e Social Order — nel Report Annuale della Catholic Library Association.

Un periodico sulle relazioni ebraico-cattoliche: Rundbrief zur Forderung der Freundschaft zwischen dem alten und dem neuen Gottesvolk im Geiste der beiden Testamente (Freiburg) è pubblicato in Germania.

Nei giornali cattolici diocesani, ogni tanto si riflette un nuovo, positivo approccio. Una pubblicazione di questo genere per esempio mette in relazione la Pasqua cristiana alla Pasqua ebraica  e continua:

"Dire – senza riserva – che gli ebrei hanno rifiutato  nostro Signore significa dimenticare il passato. Il nucleo di ogni comunità cristiana delle origini era ebraico. I vescovi di oggi sono i successori dei 12 ebrei (o 14, contando Paolo e Barnaba....

I Papi del Medioevo condannarono la persecuzione di ebrei — comprese le persecuzioni per calunnia. Ma abbastanza cattolici, incluso il singolo clero, participarono alla persecuzione – anche di genere fisico -  come per lasciare  un sospetto durevole nelle menti degli ebrei - ...  Per evitare anche l’impressione di calunnia, Popa Giovanni XXIII  omise il termine 'perfidis Judaeis'  dalla liturgia del Venerdì santo.

Possiamo noi altri almeno, cercare di eliminare la calunnia dalle nostre parole e idee sugli ebrei?" [45]

Non sarebbe  del tutto vero, comunque, lasciar intendere che questo atteggiamento positiveoè stato adottato dalla stampa cattolica nell’insieme.

V. RACCOMANDAZIONI

Gli atteggiamenti cattolici verso gli ebrei e l’ebraismo oggi spaziano per tutto il tragitto dall’accortezza e la comprensione, come manifestate negli sforzi  di Papa Giovanni XXIII di alcuni leader cattolici alla ostilità di vecchia data, rimasta viva, consapevolmente o inconsapevolmente in numerose pari della comunità della Chiesa.

L’obbligo morale della religione di ispirare amore e rispetto per tutti i figli di Dio, così come il bisogno per l’unità in un mondo minacciato dal materialismo e dall’oppressione totalitaria, esige una fine dei pregiudizi religiosi che hanno sfregiato la relazione tra cattolici ed ebrei per molte generazioni. 

Per  garantire che uno spirito di buona volontà verso persone di altre fedi possa animare l’intera comunità ecclesiale, noi chiediamo rispettosamente, in private e senza pubblicità:

Che Sua Santità, Papa Giovanni XXIII, procure che precise direttive siano emesse dal Vaticano – attraverso propri canali e secondo metodi stabiliti – per migliorare l’insegnamento cattolico sugli ebrei e sull’ebraismo, purificando tutte le pubblicazioni cattoliche relative alla educazione e alla liturgia di affermazioni inaccurate, distorte , calunniose e pregiudizievoli sugli ebrei come un gruppo.

Tale revisione porterebbe libri e materiali d’insegnamento in linea con il precedente  già preparato in seguito ai recent cambiamenti nella liturgia della Chiesa, fatti dal Papa attuale e dai suoi predecessori.

Noi, membri dell’American Jewish Committee — un’organizzazione dedita a promuovere cooperazione e comprensione tra I gruppi religiosi e razziali negli Stati Uniti – crediamo che il miglioramento degli insegnamenti cattolici sugli ebrei sia un compito urgente, di uguale importanza per la salute spirituale dell’America e quella di tutto il mondo.

 

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[1]  Papa Pio IX, Discorso ai pellegrini del Belgio, Settembre 1938.

[2] John J. Meng e Altri , Christianity and America (The Catholic .Social Studies Series; New York: Sadlier, Inc., 1948), p.637.

[3]  Lettera di Padre Hartman al Dr. Moses Jung dell’American Jewish Committee, 26 maggio 1952.

[4]  Living with Christ: High School Religion Course IE (Christian Brothers Publication; 3rd ed.; Winona, Minnesota: St. Mary's College Press, 1957), p.32.

[5]  John Laux, Church History (New York: Benziger Bros., Inc.,1945) p.7.

[6] Living with Christ: Course .1, p. 247.

[7] Ibid., p.258.

[8] Ibid., p.246.

[9]Ibid., p. 257

[10] Leon A. McNeil and Madeleine Aaron, The Means of Grace (The Mystical Body of Christ Series of Religious Textbooks; Paterson, New Jersey: St. Anthony Guild Press, 1950), p.39.

[11] John C. Dougherty, Outlines of Bible Study (New York: The Bruce Publishing Company, 1947), p.101.

[12]  Francis B. Cassilly, Religion; Doctrine and Practice (Chicago: Loyola University Press, 1934), pp. 399-400.

[13] Living with Christ, Course I, p. 130.

[14] Dougherty, op. cit., pp. 91-92.

[15]George Johnson, Jerome D. Hannan and Sister M. Dominica, Bible History (New York: Benziger Bros., Inc., 1931), pp. 384-5.

[16]  Bible, New Testament, translated by Ronald Knox (London: Sheed & Ward, 1954). Nella traduzione italiana si segue il testo della Bibbia CEI 2008.

[17]Ibid.

[18]Lenten Missal, explained by Joseph F. Stedman (Brooklyn, New York: Confraternity of the Precious Blood, 1956), pp. 269-70.

[19]  Living; with Christ: High School Religion Course III (Christian Brothers Publication; 3rd ed.; Winona, Minnesota: St. Mary's College Press, 1958), p. 140.

[20]Ibid., p. 141.

[21] Johnson, op_. pit. , p. 452.

[22]Living with Christ: Course I, p. 233.

[23]Ibid., p. 233.

[24] Living; with Christ: High School Religion Course IT (Christian Brothers Publication; 2nd ed.; Winona, Minnesota: St. Mary'.s College Press, 1958), p. 81.

[25] Laux, op. cit. , p. 21.

[26] Living with Christ: Course III, p. 156.

[27]Living with Christ: Course I,p. 72.

[28] John F. Noll, Faith and the Church (Religion and Life, Vol. I; 7th ed.; Huntington, Indiana: Our Sunday Visitor Press, 1950), p. 216.

[29] Fonte non identificata da Padre Maher.

[30] Trafford P. Maher, "The Catholic School Curriculum and Intergroup Relations." Religious Education, LV (I960), p. 121.

[31]Living with Christ: Course II, p. 163.

[32] Living; with Christ: Course I, p. 238.

[33]  Living with Christ: Course II. p. 215.

[34]  Paul Démann, La Catéchèse chrétienne et, le peuple de la Bible (Paris: Cahiers Sioniens, 1952), p. 75.

[35]  Anthony J. Flynn, Sister Vincent Lorette and Mother Mary Simeon, The History of Our Faith (The Catholic High School Religion Series; New York: Sadlier, Inc., 194-9), p. 27.

[36]Noll, op. cit., p. 224.

[37] 37. James A. Corbett, M. A. Fitzsimons and Anthony L. Ostheimer, Christianity and Civilization (The Catholic Social Studies Series; New York: Sadlier, Inc., 1947), p. 96.

[38]Noll, op. cit., p. 320.

[39] Laux, op. cit. , p. 30.

[40] Ibid., p. 35.  

[41]Ibid., p. 292.

[42]The Holy  Bible and the Heritage of Catholic Family Life (Washington, D. C.: The Catholic Biblical Association of America—The Catholic University of America.)

[43] John F. Noll, The World You Will Face (Religion and Life, Vol. IV; 4th ed.; Huntington, Indiana: Our Sunday Visitor Press, 1953), p. 96.

[44]  Catechismof the Council of Trent for Parish Priests, translated by John A. McHugh, (New York: Joseph F. Wagner, 1923), article IV.

[45]  Elio Gasperetti, "Christ Our Passover: A Judaic Heritage." Providence (Rhode Island) Visitor, May 31 1961.

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Fonte: http://www.ccjr.us/images/stories/Banki_Image-of-Jews-in-Catholic-Teaching.pdf

Traduzione a cura di Maria Brutti

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Documento inserito il 13/02/2014